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Lungaggini...17 December IO DIFENDO LA COSTITUZIONECon l’annuncio di Silvio Berlusconi di voler cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza si è giunti al culmine di un’escalation, iniziata tre lustri fa, che porta dritto e di filato a una dittatura di un solo uomo che farebbe invidia a un generale birmano. Da un punto di vista formale la cosa è legittima. La nostra Carta prevede, all’articolo 138, i meccanismi per modificare le norme costituzionali. Ma farlo a colpi di maggioranza lede i fondamenti stessi della liberal-democrazia che è un sistema nato per tutelare innanzitutto le minoranze (la maggioranza si tutela già da sola) e che, come ricordava Stuart Mill, uno dei padri nobili di questo sistema, deve porre dei limiti al consenso popolare. Altrimenti col potere assoluto del consenso popolare si potrebbe decidere, legittimamente dal punto di vista formale, che tutti quelli che si chiamano Bianchi vanno fucilati. Ma la Costituzione non ha abolito la pena di morte? Che importa? Si cambia la Costituzione. Col consenso popolare. Elementare Watson. Senza contare che a noi la Costituzione del 1948 va bene così, e non si vede un solo motivo per stravolgerla (altra cosa è qualche ritocco sporadico per aggiornarla). Com’è possibile che in una democrazia si sia giunti a questo punto? Non fermando Berlusconi sul bagnasciuga, permettendogli, passo dopo passo, illiberalità e illegalità sempre più gravi. Prima il duopolio Rai-Fininvest (poi Mediaset) che è il contrario di un assetto liberal-liberista perché ammazza la concorrenza e in un settore, quello dei media televisivi, che è uno dei gangli vitali di ogni moderna liberaldemocrazia. Poi un colossale conflitto di interessi che si espande dal comparto televisivo a quello editoriale, immobiliare, finanziario, assicurativo e arriva fino al calcio. Quindi le leggi “ad personas”, per salvare gli amici dalle inchieste giudiziarie, “ad personam” per salvare se stesso, il “lodo Alfano”, che ledono un altro dei capisaldi della liberaldemocrazia: l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. Infine una capillare, costante e devastante campagna di delegittimazione della Magistratura non solo per metterle la mordacchia (che è uno degli obbiettivi, ma non l’unico e nemmeno il principale della cosiddetta riforma costituzionale), ma per instaurare un regime a doppio diritto: impunità sostanziale per “lorsignori”, “tolleranza zero”, senza garanzia alcuna, per i reati di strada, che sono quelli commessi dai poveracci. Presidente del Consiglio, padrone assoluto del Parlamento e di quei fantocci che sono i presidenti delle due Camere, padrone assoluto del centro-destra, se si eccettua, forse, la Lega, padrone di tre quarti del sistema televisivo, con un Capo dello Stato che assomiglia molto a un Re travicello, Silvio Berlusconi è ormai il padrone assoluto del Paese e si sente, ed è, autorizzato a tutto. Recentemente ha avuto la protervia di accusare le reti televisive nazionali, che pur controlla nella stragrande maggioranza (ieri, in presenza del suo inquietante annuncio, si sono occupate soprattutto della neve), di “insultarlo”, di “denigrarlo”, di essere “disfattiste” (bruttissima parola di fascistica memoria), di parlare troppo della crisi economica e quasi quasi di esserne la causa (mentre lui, il genio dell’economia, non si era accorto, nemmeno dopo il crollo dei “subprime” americani, dell’enorme bolla speculativa in circolazione). Poi, non contento, ha intimidito i direttori della Stampa e del Corriere (il quale ultimo peraltro se lo merita perché ha quasi sempre avallato, con troppi silenzi e qualche adesione, tutte le illegalità del berlusconismo) affermando che devono “cambiare mestiere”. Questa escalation berlusconiana ci spiega la genesi del fascismo. Che si affermò non in forza dei fascisti ma per l’opportunismo, la viltà, la complicità (o semplicemente per non aver capito quanto stava succedendo) di tutti coloro che, senza essere fascisti, si adeguarono. Ma sarebbe ingeneroso paragonare il berlusconismo al fascismo. Ingeneroso per il fascismo. Che aveva perlomeno in testa un’idea, per quanto tragica, di Stato e di Nazione. Mentre nella testa di Berlusconi c’è solo il suo comico e tragico superego, frammisto ai suoi loschi interessi di bottega. Una democrazia che non rispetta i suoi presupposti non è più una democrazia. Una democrazia che non rispetta le sue regole fondamentali non può essere rispettata. A questo punto, perché mai un cittadino comune dovrebbe rispettarla, anziché mettersi “alla pari” col Presidente del Consiglio? “A brigante, brigante e mezzo” diceva Sandro Pertini quando lottava contro il totalitarismo. O per finirla in modo più colto: “Se tutto è assurdo”, grida Ivan Karamazov “tutto è permesso”. Massimo Fini Marco Travaglio 9 December La questione morale: PDL docetEcco fatto! Pari e patta! Se voi rubate non potete più accusarci di farlo (anche se non se lo sono mai sognati).
Se condannano, in primo secondo grado e a volte anche in cassazione, uomini del PDL i giudici sono "un cancro: sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana" e fanno "sentenze politiche"... se invece dei giudici indagano sul PD allora nel partito esiste una "questione morale" e devono chiedere scusa al presunto statista Bettino Craxi, uomo notoriamente irreprensibile... Come a dire: se condannano noi (Previti in via definitiva per corruzione giudiziaria; Dell'Utri in via definitiva per false fatture e frode fiscale e in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa; senza voler citare i 17 processi a Berlusconi) il problema sono i giudici; se indagano gli altri il problema è che loro sono immorali... Alcune citazioni illuminanti: "Scambiano nomi, fanno casino... Riscontri oggettivi? Indagini di polizia? Macche', solo i cosiddetti pentiti. Solo monnezza e di quella si' che ce n'e' in giro tanta". Per farla breve: "Vogliono un processo politico. Vogliono la continuazione del processo Andreotti". Addirittura, dottor Dell'Utri? "Ci sono giudici che vedono mafia dappertutto. E con la lente d'ingrandimento. Io pago per la mia attivita' al fianco di Berlusconi e per l'aver contribuito a mettere in piedi un partito. Ma fare come fanno loro, mettere in relazione Forza Italia o la Fininvest con la mafia e' un'assurdita', e' pura malafede. Io avrei incontrato Nitto Santapaola? Fa ridere, e' come dire che ho incontrato il Papa in gran segreto" (Intervista a Dell'Utri,allora deputato di Forza Italia, dopo il rinvio a giudizio per concorso esterno CdS 20/05/1997) Gianfranco Fini ieri è intervenuto per puntualizzare: «Condivido le dichiarazioni di Berlusconi - ha detto - c' è una parte della magistratura che è chiaramente politicizzata, negarlo significa negare l' evidenza» (la Repubblica 31/01/2003) L'ANATEMA DI BERLUSCONI: I giudici «sono il peggio» e in Italia «c' è un cancro da curare: la politicizzazione della magistratura». E poi «l' impunità non è la mia ma dei giudici che muovono accuse false , sono ancora al loro posto e sono quasi organici ai partiti della sinistra». (01/07/2003 la Repubblica) Berlusconi [NdR] : «L' avevo detto che prima di poter dire che questa giustizia a orologeria non è più tale, dovevamo aspettare la sentenza di Palermo... purtroppo avevo ragione a non illudermi». E ancora: «Sarei pronto a giurare sull' innocenza di Marcello, a Palermo non puoi mica chiedere la fedina penale a tutti quelli che incontri... lo hanno condannato per un reato che non esiste». «La sinistra sa solo demonizzare, denigrare e delegittimare, anche attraverso l' uso politico della giustizia», ha dunque tuonato il Cavaliere dal palco del "No tax day", mentre il palasport di Mestre scandiva il nome di Dell' Utri. [...] Forza Italia soprattutto punta il dito contro «pm in servizio permanente effettivo che vogliono cambiare gli equilibri politici del paese» (Cicchitto), denuncia «un teorema per condannare Dell' Utri» (Alfano), si rammarcia per «l' occasione persa per la giustizia» (Bondi). E, in attesa di una attenta lettura delle motivazioni, molti (La Loggia, Schifani, Bertolini, Ghedini) si augurano che i successivi gradi di giudizio rovescino il pronunciamento. «Tutti quelli che lo conoscono», assicura Gianfranco Miccichè, «non crederanno mai a un Dell' Utri Mister Hyde e gli staranno sempre vicini, pronti ad aiutarlo». Il presidente del Senato Marcello Pera esprime solidarietà e si limita a «prendere atto della sentenza senza discuterla». Ma gli alleati si schierano. Colpisce sentire uno tra i più moderati esponenti di An, il sottosegretario alla Giustizia Alfredo Mantovano, magistrato a sua volta, parlare di «immagini simili a quelle dei tedeschi che battevano in ritirata alla fine della Seconda guerra mondiale e, tornando indietro, compivano rappresaglie per ricordare l' esistenza in vita del Reich». Ignazio La Russa, vicepresidente vicario di An, parla di «incredibile conferma di tesi accusatorie veramente fantasiose», (12/12/2004 la Repubblica) «Questa decisione - dice il coordinatore di Fi Sandro Bondi - getta ulteriore discredito su una parte politicizzata e militarizzata della magistratura». Di questo passo, prosegue Bondi, i cittadini «non riconosceranno più legittimità a magistrati» (23/03/2005 la Repubblica) In video: ecco il precursore, il primo che parlò di "magistrati comunista" e "strumenti politici":
E via blaterando...chiudo con una frase di Gerardo D'Ambrosio ex procuratore di Milano: «Non è possibile che si dica che la magistratura è politicizzata solo quando non decide secondo le aspettative. Sarebbe devastante per la credibilità della giustizia e dello Stato, com' è grave l' accusa di aver amministrato la giustizia non in nome del popolo italiano, ma per conto di una parte politica» (CdS 30/01/2003) PS: Non voglio difendere il PD: evviva i magistrati che indagano in maniera libera! voglio solo far notare l'opportunismo becero di questi cosiddetti politici-parlamentari-ministri... 22 November Bellissimo! Divertentissimo!17 November Allucinante...Zorro
l'Unità, 16 novembre Istruttiva scenetta l’altra mattina a Omnibus, rilanciata da Striscia la Notizia. In studio, a La7, si discute della Vigilanza Rai con Nicola Latorre, vicecapogruppo Pd al Senato, Italo Bocchino, vicecapogruppo Pdl alla Camera e Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera. Bocchino, poveretto, non riesce a spiegare a che titolo il Pdl pretenda di scegliersi il presidente della Vigilanza. Ma, a levarlo d’impaccio, accorre Latorre: afferra furtivo un giornale, scrive alcune brevi note e le passa al presunto avversario. Bocchino legge e ripete a pappagallo: “Caro Donadi, non volevate Pecorella alla Consulta e noi l’abbiamo ritirato. Ora dovete fare lo stesso con Orlando”. Ora, a parte il fatto che Pecorella non può andare alla Consulta perché è un deputato, è un imputato, è l’avvocato del premier ed è autore di leggi incostituzionali (compresa una all’attenzione della Consulta), la Consulta c’entra come i cavoli a merenda: i giudici costituzionali li elegge il Parlamento coi due terzi dei voti, dunque la maggioranza indica un nome super partes e lo sottopone al vaglio dell’opposizione. Il capo della Vigilanza lo sceglie l’opposizione, tant’è che ai tempi dell’Ulivo il Polo indicò Storace e l’Ulivo lo votò senza fiatare. Tutto giulivo per il suggerimento (sbagliato) accolto, il suggeritore ha strappato il brandello di giornale e l’ha appallottolato. Forse perchè dimostra due cose. 1) Memore del caso Unipol, Latorre ha smesso di telefonare ed è passato ai più sicuri pizzini. 2) Anche Latorre, per strano che possa sembrare, serve a qualcosa: quando un berlusconiano è in difficoltà, lui lo soccorre. Marco Travaglio
31 October "Criminoso!... Non ho mai detto criminoso!"La Guzzanti (Sabina) torna in tv ,ad AnnoZero...risate assicurate!
Uno stralcio particolarmente significativo:
"Significa contraddittorio, una persona che parla a raffica e che impedisce sistematicamente a tutti gli altri di dire una cosa sensata...che spara fregnacce tutto il tempo...Quando c'è un contraddittorio uno spettatore non deve nemmeno capire qual è il tema della puntata..."
GODETEVI IL RESTO
27 October "Un'altra Italia è possibile!" "Si...ma quale?"25 ottobre 2008: grande manifestazione del PD al Circo Massimo, due milioni e mezzo di persone (200.000 per la questura).
Appunti sul discorso di Uòlter:
Ecco le risposte concrete e le proposte coraggiose:
Alla faccia del riformismo... Alcuni appunti del passato...
BERLUSCONI ' SENZA INTESE SUBITO AL VOTO' E per convincere gli italiani votare sì in un referendum confermativo, dove non serve il quorum, bisogna dargli in pasto qualcosa che li attiri alle urne, li invogli: la riduzione del numero dei parlamentari. Una bella campagna al grido di "voglio solo 300 deputati e 200 senatori". Un Parlamento dimezzato, immagine evocata durante la campagna elettorale del 2001 e rilanciata con insistenza negli ultimi tempi. SILVIO BUZZANCA "graduale detassazione delle tredicesime" (dal programma elettorale del popolo delle libertà, elezioni aprile 2008)
Bella la terza proposta...Sensata...Con la bella retorica del futuro dei giovani...Certo...Mi piace! Magari capire come vuole fare e dove vuole prendere i soldi... E poi tante belle parole...Tanta retorica...Si attribuisce "parentele" improprie con Roberto Saviano e con gli studenti in rivolta...Per il resto: Berlusconi dice A, noi diciamo B; Berlusconi dice B, noi diciamo X; e così via...senza soluzione di continuità...Un'ora intera a parlare (pesante anche) e riuscire a dire di concreto: niente! Certo l'antifascismo, l'antirazzismo, l'antiliberismo assoluto... Anti qua, anti là...Svegliati Uòlter! E smettila di propinarci il passato come riformismo, cretinate come proposte e retorica a palate...Per quello basta Berlusconi...
E concludo ancora citandolo: "In tutti i paesi del mondo c’è il governo, ma solo in quelli democratici c’è l’opposizione"...Appunto! A posto siamo!
Genn
PS: Tutto quello che c'era da tagliare prima della scuola... E provate a indovinare quando è stato approvato l'ultimo aumento di stipendio dei parlamentari...E soprattutto con quale maggioranza...Nel video la risposta a tutto!
15 October Firmate!!!Ecco i luoghi dove poter firmare per il referendum abrogativo della porcata Alfano:
Per saperne ancora di più, due video di Marco Travaglio del 30 giugno e del 21 luglio 2008 in proposito
7 October Referendum...Anche in questo caso non si parla nè di destra, nè di sinistra. Anche in questo caso si parla di rispetto delle istituzioni. Dal 12 settembre, l'onorevole Antonio Di Pietro e il suo partito, Italia dei Valori, raccolgono firme in tutta Italia per un referendum abrogativo del c.d. Lodo Alfano, comunemente conosciuto come "scudo spaziale". Tale lodo prevde che per le fantomatiche "quattro più alte cariche dello Stato" sia prevista un'immunità totale da qualsiasi procedimento penale, per tutta la durata della carica. Intendiamoci: anche per gli stupri e gli omicidi. Il nostro presidente del consiglio ha parlato di una "norma di civiltà giuridica e di equlibrato assetto dei poteri che tutela le alte cariche dello Stato e degli organi costituzionali, sospendendo i processi e la relativa prescrizione, per la loro durata in carica." (il testo completo: http://it.youtube.com/watch?v=ZZoBxKI93aQ)
Tra le altre cose, lascia intendere che una norma simile esiste anche in altri paesi...Ora non so a quali si riferisca, ma una cosa è certa: in Europa e nei paesi cc.dd. democratici, esistono pochissimi paesi che prevedono immunità totale (tra cui Francia, Portogallo e Grecia) per una sola delle cariche dello Stato previste dallo scudo spaziale, il Capo dello Stato. Non esiste in nessun paese democratico che il Premier non possa essere processato. Nessuno!
Ho parlato di una questione né di destra né di sinistra: infatti il Partito Democratico non si oppone ad una cosa simile. Infatti gli esponenti della cc.dd "opposizione" si sono espressi favorevolmente rispetto a questo provvedimento, a patto che entri in vigore dalla prossima legislatura. E infatti al referendum non aderiscono.
Ora... la questione è molto semplice: se uno è presidente del consiglio, della camera, del senato, della repubblica, deve essere pulito o deve avere su di sè un alone di sospetto? Le quattro alte cariche dello Stato dovrebbero o no rispettare le leggi e la costituzione sulla quale giurano? E noi cittadini, preferiamo essere governati da gente per bene o da persone che si fanno leggi apposite per non essere processate? Cosa dovrebbe scegliere un politico serio: dimettersi e farsi processare, oppure lasciare un alone di sospetto sulle propie vicende giudiziarie e sull'istituzione che rappresenta?
Per me non c'è neanche bisogno di pensarci su...
Nel blog ho lasciato il banner dell'iniziativa referendaria, che spiega come, quando e dove poter aderire. Posto un video dell'onorevole Di Pietro in proposito.
Se ci tenete alle istituzioni...Passate Parola! 2 October Il taglio dell'ICIIn 400 a Roma: "Il governo ci restituisca il 20% dell'Irpef" Protesta dei primi cittadini di centrodestra e di centrosinistra Rivolta anti-Lega dei sindaci veneti
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