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Petizione di Marco Travaglio per opporsi alla legge bavaglio studiata dal "regime moderno" per impedirci di conoscere la verità. Visita anche la prima pagina del blog www.voglioscendere.it per un giornalismo serio e che bada ai fatti, non ai padroni.

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Gioventù Francescana Minori di Napoli

Lungaggini...

17 December

IO DIFENDO LA COSTITUZIONE






Con l’annuncio di Silvio Berlusconi di voler cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza si è giunti al culmine di un’escalation, iniziata tre lustri fa, che porta dritto e di filato a una dittatura di un solo uomo che farebbe invidia a un generale birmano.

Da un punto di vista formale la cosa è legittima. La nostra Carta prevede, all’articolo 138, i meccanismi per modificare le norme costituzionali. Ma farlo a colpi di maggioranza lede i fondamenti stessi della liberal-democrazia che è un sistema nato per tutelare innanzitutto le minoranze (la maggioranza si tutela già da sola) e che, come ricordava Stuart Mill, uno dei padri nobili di questo sistema, deve porre dei limiti al consenso popolare. Altrimenti col potere assoluto del consenso popolare si potrebbe decidere, legittimamente dal punto di vista formale, che tutti quelli che si chiamano Bianchi vanno fucilati. Ma la Costituzione non ha abolito la pena di morte? Che importa? Si cambia la Costituzione. Col consenso popolare. Elementare Watson. Senza contare che a noi la Costituzione del 1948 va bene così, e non si vede un solo motivo per stravolgerla (altra cosa è qualche ritocco sporadico per aggiornarla).
 
Com’è possibile che in una democrazia si sia giunti a questo punto? Non fermando Berlusconi sul bagnasciuga, permettendogli, passo dopo passo, illiberalità e illegalità sempre più gravi. Prima il duopolio Rai-Fininvest (poi Mediaset) che è il contrario di un assetto liberal-liberista perché ammazza la concorrenza e in un settore, quello dei media televisivi, che è uno dei gangli vitali di ogni moderna liberaldemocrazia. Poi un colossale conflitto di interessi che si espande dal comparto televisivo a quello editoriale, immobiliare, finanziario, assicurativo e arriva fino al calcio. Quindi le leggi “ad personas”, per salvare gli amici dalle inchieste giudiziarie, “ad personam” per salvare se stesso, il “lodo Alfano”, che ledono un altro dei capisaldi della liberaldemocrazia: l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. Infine una capillare, costante e devastante campagna di delegittimazione della Magistratura non solo per metterle la mordacchia (che è uno degli obbiettivi, ma non l’unico e nemmeno il principale della cosiddetta riforma costituzionale), ma per instaurare un regime a doppio diritto: impunità sostanziale per “lorsignori”, “tolleranza zero”, senza garanzia alcuna, per i reati di strada, che sono quelli commessi dai poveracci.

Presidente del Consiglio, padrone assoluto del Parlamento e di quei fantocci che sono i presidenti delle due Camere, padrone assoluto del centro-destra, se si eccettua, forse, la Lega, padrone di tre quarti del sistema televisivo, con un Capo dello Stato che assomiglia molto a un Re travicello, Silvio Berlusconi è ormai il padrone assoluto del Paese e si sente, ed è, autorizzato a tutto. Recentemente ha avuto la protervia di accusare le reti televisive nazionali, che pur controlla nella stragrande maggioranza (ieri, in presenza del suo inquietante annuncio, si sono occupate soprattutto della neve), di “insultarlo”, di “denigrarlo”, di essere “disfattiste” (bruttissima parola di fascistica memoria), di parlare troppo della crisi economica e quasi quasi di esserne la causa (mentre lui, il genio dell’economia, non si era accorto, nemmeno dopo il crollo dei “subprime” americani, dell’enorme bolla speculativa in circolazione).

Poi, non contento, ha intimidito i direttori della Stampa e del Corriere (il quale ultimo peraltro se lo merita perché ha quasi sempre avallato, con troppi silenzi e qualche adesione, tutte le illegalità del berlusconismo) affermando che devono “cambiare mestiere”.

Questa escalation berlusconiana ci spiega la genesi del fascismo. Che si affermò non in forza dei fascisti ma per l’opportunismo, la viltà, la complicità (o semplicemente per non aver capito quanto stava succedendo) di tutti coloro che, senza essere fascisti, si adeguarono.

Ma sarebbe ingeneroso paragonare il berlusconismo al fascismo. Ingeneroso per il fascismo. Che aveva perlomeno in testa un’idea, per quanto tragica, di Stato e di Nazione. Mentre nella testa di Berlusconi c’è solo il suo comico e tragico superego, frammisto ai suoi loschi interessi di bottega.

Una democrazia che non rispetta i suoi presupposti non è più una democrazia. Una democrazia che non rispetta le sue regole fondamentali non può essere rispettata. A questo punto, perché mai un cittadino comune dovrebbe rispettarla, anziché mettersi “alla pari” col Presidente del Consiglio? “A brigante, brigante e mezzo” diceva Sandro Pertini quando lottava contro il totalitarismo. O per finirla in modo più colto: “Se tutto è assurdo”, grida Ivan Karamazov “tutto è permesso”.

Massimo Fini
Marco Travaglio
 
9 December

La questione morale: PDL docet

Ecco fatto! Pari e patta! Se voi rubate non potete più accusarci di farlo (anche se non se lo sono mai sognati).
Se condannano, in primo secondo grado e a volte anche in cassazione, uomini del PDL i giudici sono "un cancro: sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana" e fanno "sentenze politiche"... se invece dei giudici indagano sul PD allora nel partito esiste una "questione morale" e devono chiedere scusa al presunto statista Bettino Craxi, uomo notoriamente irreprensibile... Come a dire: se condannano noi (Previti in via definitiva per corruzione giudiziaria; Dell'Utri in via definitiva per false fatture e frode fiscale e in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa; senza voler citare i 17 processi a Berlusconi) il problema sono i giudici; se indagano gli altri il problema è che loro sono immorali...

Alcune citazioni illuminanti:

"Scambiano nomi, fanno casino... Riscontri oggettivi? Indagini di polizia? Macche', solo i cosiddetti pentiti. Solo monnezza e di quella si' che ce n'e' in giro tanta". Per farla breve: "Vogliono un processo politico. Vogliono la continuazione del processo Andreotti". Addirittura, dottor Dell'Utri? "Ci sono giudici che vedono mafia dappertutto. E con la lente d'ingrandimento. Io pago per la mia attivita' al fianco di Berlusconi e per l'aver contribuito a mettere in piedi un partito. Ma fare come fanno loro, mettere in relazione Forza Italia o la Fininvest con la mafia e' un'assurdita', e' pura malafede. Io avrei incontrato Nitto Santapaola? Fa ridere, e' come dire che ho incontrato il Papa in gran segreto" (Intervista a Dell'Utri,allora deputato di Forza Italia, dopo il rinvio a giudizio per concorso esterno CdS 20/05/1997)

Gianfranco Fini ieri è intervenuto per puntualizzare: «Condivido le dichiarazioni di Berlusconi - ha detto - c' è una parte della magistratura che è chiaramente politicizzata, negarlo significa negare l' evidenza» (la Repubblica 31/01/2003)

L'ANATEMA DI BERLUSCONI: I giudici «sono il peggio» e in Italia «c' è un cancro da curare: la politicizzazione della magistratura». E poi «l' impunità non è la mia ma dei giudici che muovono accuse false , sono ancora al loro posto e sono quasi organici ai partiti della sinistra». (01/07/2003 la Repubblica)

Berlusconi [NdR] : «L' avevo detto che prima di poter dire che questa giustizia a orologeria non è più tale, dovevamo aspettare la sentenza di Palermo... purtroppo avevo ragione a non illudermi». E ancora: «Sarei pronto a giurare sull' innocenza di Marcello, a Palermo non puoi mica chiedere la fedina penale a tutti quelli che incontri... lo hanno condannato per un reato che non esiste». «La sinistra sa solo demonizzare, denigrare e delegittimare, anche attraverso l' uso politico della giustizia», ha dunque tuonato il Cavaliere dal palco del "No tax day", mentre il palasport di Mestre scandiva il nome di Dell' Utri. [...]
Forza Italia soprattutto punta il dito contro «pm in servizio permanente effettivo che vogliono cambiare gli equilibri politici del paese» (Cicchitto), denuncia «un teorema per condannare Dell' Utri» (Alfano), si rammarcia per «l' occasione persa per la giustizia» (Bondi). E, in attesa di una attenta lettura delle motivazioni, molti (La Loggia, Schifani, Bertolini, Ghedini) si augurano che i successivi gradi di giudizio rovescino il pronunciamento. «Tutti quelli che lo conoscono», assicura Gianfranco Miccichè, «non crederanno mai a un Dell' Utri Mister Hyde e gli staranno sempre vicini, pronti ad aiutarlo». Il presidente del Senato Marcello Pera esprime solidarietà e si limita a «prendere atto della sentenza senza discuterla». Ma gli alleati si schierano. Colpisce sentire uno tra i più moderati esponenti di An, il sottosegretario alla Giustizia Alfredo Mantovano, magistrato a sua volta, parlare di «immagini simili a quelle dei tedeschi che battevano in ritirata alla fine della Seconda guerra mondiale e, tornando indietro, compivano rappresaglie per ricordare l' esistenza in vita del Reich». Ignazio La Russa, vicepresidente vicario di An, parla di «incredibile conferma di tesi accusatorie veramente fantasiose», (12/12/2004 la Repubblica)

«Questa decisione - dice il coordinatore di Fi Sandro Bondi - getta ulteriore discredito su una parte politicizzata e militarizzata della magistratura». Di questo passo, prosegue Bondi, i cittadini «non riconosceranno più legittimità a magistrati» (23/03/2005 la Repubblica)
In video: ecco il precursore, il primo che parlò di "magistrati comunista" e "strumenti politici":
 
 
 

E via blaterando...chiudo con una frase di Gerardo D'Ambrosio ex procuratore di Milano:

«Non è possibile che si dica che la magistratura è politicizzata solo quando non decide secondo le aspettative. Sarebbe devastante per la credibilità della giustizia e dello Stato, com' è grave l' accusa di aver amministrato la giustizia non in nome del popolo italiano, ma per conto di una parte politica» (CdS 30/01/2003)

PS:
Non voglio difendere il PD: evviva i magistrati che indagano in maniera libera! voglio solo far notare l'opportunismo becero di questi cosiddetti politici-parlamentari-ministri...
 
22 November

Bellissimo! Divertentissimo!

 
 
 
 
 
Dal blog del mitico Roberto Corradi
 
BAuLLARO': LA VOCE DEL PADRONE!
17 November

Allucinante...

Zorro
l'Unità, 16 novembre

Istruttiva scenetta l’altra mattina a Omnibus, rilanciata da Striscia la Notizia. In studio, a La7, si discute della Vigilanza Rai con Nicola Latorre, vicecapogruppo Pd al Senato, Italo Bocchino, vicecapogruppo Pdl alla Camera e Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera. Bocchino, poveretto, non riesce a spiegare a che titolo il Pdl pretenda di scegliersi il presidente della Vigilanza. Ma, a levarlo d’impaccio, accorre Latorre: afferra furtivo un giornale, scrive alcune brevi note e le passa al presunto avversario. Bocchino legge e ripete a pappagallo: “Caro Donadi, non volevate Pecorella alla Consulta e noi l’abbiamo ritirato. Ora dovete fare lo stesso con Orlando”. Ora, a parte il fatto che Pecorella non può andare alla Consulta perché è un deputato, è un imputato, è l’avvocato del premier ed è autore di leggi incostituzionali (compresa una all’attenzione della Consulta), la Consulta c’entra come i cavoli a merenda: i giudici costituzionali li elegge il Parlamento coi due terzi dei voti, dunque la maggioranza indica un nome super partes e lo sottopone al vaglio dell’opposizione. Il capo della Vigilanza lo sceglie l’opposizione, tant’è che ai tempi dell’Ulivo il Polo indicò Storace e l’Ulivo lo votò senza fiatare. Tutto giulivo per il suggerimento (sbagliato) accolto, il suggeritore ha strappato il brandello di giornale e l’ha appallottolato. Forse perchè dimostra due cose. 1) Memore del caso Unipol, Latorre ha smesso di telefonare ed è passato ai più sicuri pizzini. 2) Anche Latorre, per strano che possa sembrare, serve a qualcosa: quando un berlusconiano è in difficoltà, lui lo soccorre.
 
Marco Travaglio
 
   
31 October

"Criminoso!... Non ho mai detto criminoso!"

La Guzzanti (Sabina) torna in tv ,ad AnnoZero...risate assicurate!
 
Uno stralcio particolarmente significativo:
"Significa contraddittorio, una persona che parla a raffica e che impedisce sistematicamente a tutti gli altri di dire una cosa sensata...che spara fregnacce tutto il tempo...Quando c'è un contraddittorio uno spettatore non deve nemmeno capire qual è il tema della puntata..."
 
 
GODETEVI IL RESTO A bocca aperta
  
27 October

"Un'altra Italia è possibile!" "Si...ma quale?"

25 ottobre 2008: grande manifestazione del PD al Circo Massimo, due milioni e mezzo di persone (200.000 per la questura).
 
Appunti sul discorso di Uòlter:
 
  • "Noi siamo una grande speranza per questo paese; [...] La più grande forza riformista che l’Italia abbia mai avuto"
  • "Diciamocelo con orgoglio: quella di oggi è la prima grande manifestazione di massa del riformismo italiano"
  • Bisogna saper coniugare "La durezza della denuncia con il coraggio della proposta"
  • "Il Pd avrà sempre, anche all’opposizione, una sola stella popolare: gli interessi generali del paese"

Sul discorso di Sabato si potrebbero dire miliardi di cose...Ma ne voglio sottolineare qualcuna soltanto. Tutta questa speranza che ci ha dato Uòlter, tutta questa ventata di riformismo, tutto questo coraggio della proposta in favore degli interessi generali...Belle parole...

 

Ecco le risposte concrete e le proposte coraggiose:

 

  • "E’ un disturbo l’opposizione perché dimostra che […] c’è un altro modo di pensare che domani potrebbe diventare maggioritario; che vuole il dimezzamento del numero dei parlamentari, una sola camera che funzioni come camera legislativa"
  • "E’ il tempo della costruzione dell’Italia del nuovo secolo, del coraggio riformista, non della pigrizia conservatrice. Le nostre proposte sono sul tavolo: noi chiediamo di ridurre a partire dalla prossima tredicesima il peso delle tasse sui lavoratori dipendenti e sui pensionati"

  • "Quando governeremo l’Italia noi, dovremo fare, costi quel che costi, quello che in questi giorni ha detto il presidente francese, e cioè un grande sforzo per l’istruzione, per la formazione dei giovani: Sarkozy ha annunciato che all’università sarà destinato progressivamente il 50% in più di risorse[…], noi faremo altrettanto"

Alla faccia del riformismo... Alcuni appunti del passato...

 

 

  • BERLUSCONI ' SENZA INTESE SUBITO AL VOTO'
    Repubblica — 09 gennaio 1996   pagina 11   sezione: POLITICA INTERNA

    Larghe intese: per fare che cosa? "Riscrivere la parte della Costituzione relativa all' architettura istituzionale: elezione diretta del capo dell' esecutivo e della maggioranza parlamentare, con un premier al quale spetti anche la decisione di sciogliere le Camere. Presidente della Repubblica eletto da una maggioranza qualificata del Parlamento. Riduzione del numero dei parlamentari e una Camera con compito di rappresentanza delle autonomie locali.” (Berlusconi, NdA) VITTORIO TESTA
    E adesso il premier non pensa più al Colle
    Repubblica — 13 febbraio 1999   pagina 4   sezione: POLITICA INTERNA

    Bossi, Bertinotti e forse Berlusconi, se è vero, come è vero, che ancora due sere fa nell' ufficio del ministro per le Riforme si è presentato Gianni Letta, il vero plenipotenziario del Cavaliere. Accordo sulla legge elettorale e, guarda un po' il caso, accordo con il Polo sull' articolo 513 del codice penale, il chiavistello che, per ammissione di tutti, apre le porte con l' opposizione sulla giustizia. D' Alema intasca questo secondo sì; poi un terzo, la norma approvata in commissione sull' elezione diretta del presidente della Regione, e infine annuncia un quarto: la riduzione consistente, visibile, del numero dei parlamentari. ANTONELLO CAPORALE
    Nelle riforme di Berlusconi la riduzione dei parlamentari

    Repubblica — 27 luglio 2003   pagina 20   sezione: POLITICA INTERNA

    E per convincere gli italiani votare sì in un referendum confermativo, dove non serve il quorum, bisogna dargli in pasto qualcosa che li attiri alle urne, li invogli: la riduzione del numero dei parlamentari. Una bella campagna al grido di "voglio solo 300 deputati e 200 senatori". Un Parlamento dimezzato, immagine evocata durante la campagna elettorale del 2001 e rilanciata con insistenza negli ultimi tempi. SILVIO BUZZANCA
    l taglio dei deputati cattura voti il Professore lo anticipa al 2011

    Repubblica — 20 giugno 2006   pagina 12   sezione: POLITICA INTERNA

    ROMA - La Cdl martella su un solo tasto, la riduzione del numero dei parlamentari? Prodi passa al contrattacco, e spiega che non dal 2016 - come prevede il testo sulla devolution - ma «già dalla prossima legislatura» il centrosinistra immagina una cura dimagrante per la Camera e per il Senato. E' uno dei passaggi-chiave della lettera appello che il premier consegna al popolo delle primarie per la vittoria del No. E c' è una ragione precisa, in questa controffensiva del Professore: il battage della Cdl sul taglio dei parlamentari, sostenuto dalla campagna a tappeto degli spot Mediaset, rischia di aprire qualche breccia anche nell' elettorato del centrosinistra. UMBERTO ROSSO
    Bossi va ad Arcore da Berlusconi 'Dialogo possibile sulla riforma'

    Repubblica — 04 settembre 2007   pagina 17   sezione: POLITICA INTERNA

    Prima bisognerebbe fare una nuova legge elettorale e quindi una riforma istituzionale con la riduzione del numero dei parlamentari, l' introduzione della Camera delle autonomie e un rafforzamento dei poteri del presidente del Consiglio. (Vannino Chiti NdA) FRANCESCO BEI

    Appello sulle riforme, no di Berlusconi
    Repubblica — 06 ottobre 2007   pagina 9   sezione: POLITICA INTERNA

    Marini, D' Alema e Amato sono anche tre modi distinti di leggere e interpretare il passaggio dalla prima alla seconda Repubblica, ma la chiave per uscire dall' attuale impasse è comune: quella delle riforme essenziali e condivise. Il presidente del Senato ricorda che all' epoca del proporzionale «i maggiori partiti politici serravano le file di fronte alle maggiori difficoltà per il paese». Ed è per questo che ora bisogna smetterla di «scavare trincee sempre più profonde» e provare la strada per «una sospensione delle ostilità, un patto che consenta di approvare le riforme urgenti». Sono quelle delle legge elettorale, di un superamento del nostro bicameralismo perfetto con l' istituzione della Camera delle Regioni, del federalismo fiscale e della riduzione del numero dei parlamentari.ROBERTO MANIA
  • "graduale detassazione delle tredicesime" (dal programma elettorale del popolo delle libertà, elezioni aprile 2008)

     
  • Bella la terza proposta...Sensata...Con la bella retorica del futuro dei giovani...Certo...Mi piace! Magari capire come vuole fare e dove vuole prendere i soldi...

E poi tante belle parole...Tanta retorica...Si attribuisce "parentele" improprie con Roberto Saviano e con gli studenti in rivolta...Per il resto: Berlusconi dice A, noi diciamo B; Berlusconi dice B, noi diciamo X; e così via...senza soluzione di continuità...Un'ora intera a parlare (pesante anche) e riuscire a dire di concreto: niente! Certo l'antifascismo, l'antirazzismo, l'antiliberismo assoluto... Anti qua, anti là...Svegliati Uòlter! E smettila di propinarci il passato come riformismo, cretinate come proposte e retorica a palate...Per quello basta Berlusconi...

 

E concludo ancora citandolo:

"In tutti i paesi del mondo c’è il governo, ma solo in quelli democratici c’è l’opposizione"...Appunto! A posto siamo!

 

Genn

 

PS:

Tutto quello che c'era da tagliare prima della scuola... E provate a indovinare quando è stato approvato l'ultimo aumento di stipendio dei parlamentari...E soprattutto con quale maggioranza...Nel video la risposta a tutto!

 

    

     

 

 

 

 

 

     
     
    15 October

    Firmate!!!

    Ecco i luoghi dove poter firmare per il referendum abrogativo della porcata Alfano:
     
     
    Per saperne ancora di più, due video di Marco Travaglio del 30 giugno e del 21 luglio 2008 in proposito
     
     
     
     
    7 October

    Referendum...

    Anche in questo caso non si parla nè di destra, nè di sinistra. Anche in questo caso si parla di rispetto delle istituzioni. Dal 12 settembre, l'onorevole Antonio Di Pietro e il suo partito, Italia dei Valori, raccolgono firme in tutta Italia per un referendum abrogativo del c.d. Lodo Alfano, comunemente conosciuto come "scudo spaziale". Tale lodo prevde che per le fantomatiche "quattro più alte cariche dello Stato" sia prevista un'immunità totale da qualsiasi procedimento penale, per tutta la durata della carica. Intendiamoci: anche per gli stupri e gli omicidi. Il nostro presidente del consiglio ha parlato di una "norma di civiltà giuridica e di equlibrato assetto dei poteri che tutela le alte cariche dello Stato e degli organi costituzionali, sospendendo i processi e la relativa prescrizione, per la loro durata in carica." (il testo completo: http://it.youtube.com/watch?v=ZZoBxKI93aQ)
    Tra le altre cose, lascia intendere che una norma simile esiste anche in altri paesi...Ora non so a quali si riferisca, ma una cosa è certa: in Europa e nei paesi cc.dd. democratici, esistono pochissimi paesi che prevedono immunità totale (tra cui Francia, Portogallo e Grecia) per una sola delle cariche dello Stato previste dallo scudo spaziale, il Capo dello Stato. Non esiste in nessun paese democratico che il Premier non possa essere processato. Nessuno!
    Ho parlato di una questione né di destra né di sinistra: infatti il Partito Democratico non si oppone ad una cosa simile. Infatti gli esponenti della cc.dd "opposizione" si sono espressi favorevolmente rispetto a questo provvedimento, a patto che entri in vigore dalla prossima legislatura. E infatti al referendum non aderiscono.
    Ora... la questione è molto semplice: se uno è presidente del consiglio, della camera, del senato, della repubblica, deve essere pulito o deve avere su di sè un alone di sospetto? Le quattro alte cariche dello Stato dovrebbero o no rispettare le leggi e la costituzione sulla quale giurano? E noi cittadini, preferiamo essere governati da gente per bene o da persone che si fanno leggi apposite per non essere processate? Cosa dovrebbe scegliere un politico serio: dimettersi e farsi processare, oppure lasciare un alone di sospetto sulle propie vicende giudiziarie e sull'istituzione che rappresenta?
     
    Per me non c'è neanche bisogno di pensarci su...
     
    Nel blog ho lasciato il banner dell'iniziativa referendaria, che  spiega come, quando e dove poter aderire. Posto un video dell'onorevole Di Pietro in proposito.
     
     
     
     
     
    Se ci tenete alle istituzioni...Passate Parola!
    2 October

    Il taglio dell'ICI

    In 400 a Roma: "Il governo ci restituisca il 20% dell'Irpef"
    Protesta dei primi cittadini di centrodestra e di centrosinistra

    Rivolta anti-Lega dei sindaci veneti
    "Più servizi? Ma i soldi sono finiti"

    "La riforma federalista del Carroccio? E' come l'araba fenice"
    di ANTONELLO CAPORALE

     

    La protesta dei sindaci veneti


    ROMA - Ieri il Veneto si è ribellato alla Lega. All'improvviso gli ha dato una manata in faccia, le ha graffiato il volto e sporcato la bandiera. Una ribellione straordinaria, durata meno di dieci ore, sentita e parecchio partecipata. Il nord est ha sfilato da piazza Venezia a Montecitorio: 400 fasce tricolori, 400 sindaci veneti in marcia contro il federalismo di Bossi e Calderoli.

    Questione di schei. "Dovevano arrivare a giugno due milioni e mezzo di euro da Roma come compensazione per l'Ici e il catasto non rivalutato. Tremonti me ne ha mandati 500mila di meno. Adesso ho la mensa scolastica da pagare, e gli autobus". Michele Carpinetto, sindaco di Mira, alle porte di Venezia, ha i conti in disordine e una schiettissima incavolatura. Silvano Piazza, da Silea, Treviso: "La riforma della Lega è come l'araba fenice. Tutti dicono che ci sia, ma dove sia nessun lo sa. E noi non abbiamo tempo da perdere, abbiamo le scadenze noi, la gente ci chiede servizi e i soldi sono finiti. A dicembre come chiudo il bilancio?".

    Dei 550 sindaci veneti 450 (ma cinquanta sono rimasti a casa) hanno sottoscritto l'appello a fregarsene di Bossi e correre a Roma per chiedere uno storno secco, una modifica breve alla legge, un emendamento semplice e veloce: il governo deve restituire ai comuni il 20 per cento delle tasse che i cittadini residenti pagano a titolo di Irpef. Semplice no? "Sono soldi nostri", ripete il sindaco di Legnago.

    Perfetto. Tutto ritorna. Questi sindaci appaiono artigiani travestiti: nessun grillo per la testa. Lavoro e schei. Al sodo, dunque: "Io mi sto indebitando, ho fatto anticipazioni di cassa". Io, prima persona singolare. Per Cesarina Foresti di Arzergrande il municipio si gestisce come un capannone. Idee chiare, la voglia di far da soli, in modo pratico e resoluto: "Bossi vuole il centralismo delle regioni. Poi è una cosa lunga", dice Silvia Salvamir, da Bruggine.

    Comuni grandi e piccoli, quelli di centrodestra del veronese e quelli rossi del veneziano. Tutti in fila, ordinati e arrabbiati. Romano Boischio di Sant'Angelo di Piave (Padova): "Ci hanno tenuto dietro le transenne, nemmeno potevamo fare un passo. La polizia è venuta per fermarci. Alla troupe di Striscia la notizia è stato permesso ciò che a noi è stato negato: un passetto nella piazza davanti al Parlamento".

    Li hanno tenuti larghi, lontani. I deputati del Carroccio nemmeno si son fatti vedere. Li hanno ricevuti quelli del Partito democratico, che sono opposizione. Li ha accolti nel suo studio il ministro degli Affari regionali Raffaele Fitto. Qualcuno di Forza Italia si è alla fine fatto avanti. "La Giustina Destro è venuta a salutarci".

    Il disordine politico traghetta a Roma l'insubordinazione del nord est col tricolore. E' una ribellione orizzontale, silenziosa e lontana dalla politica. "Non vogliamo il federalismo di Palazzo". "Guidiamo liste civiche, guardiamo all'interesse dei cittadini". Se il sindaco di Legnago non sa più come far funzionare la sua mensa, quello di Mira ha deciso: "Porto il ticket da tre a cinque euro. L'unica è questa. Però mi restano scoperti i bus". Quello di Bruggine non vuole ancora credere allo scherzetto di Tremonti: "Da 120 euro pro capite a 86. Mi dica lei come si fa". Il collega di Arzargrande: "Io ne ho persi di più. Me ne mandavano 218 euro a testa e adesso sono a 156. Col culo per terra, praticamente".

    Praticamente l'azienda Veneto sta per fallire, i municipi al collasso. I più grandi si fanno aiutare dalle anticipazioni di cassa. I più indebitati hanno fatto corsi accelerati di trading e hanno conosciuto i contratti derivati. I comuni italiani sono infestati di titoli-spazzatura. Milano, Napoli, Roma. Dalle metropoli l'infezione sta scendendo verso le città medie, il monitoraggio presenta zone di rischio crac. Catania è già sottoterra. La piazza ribolle: "Perché i soldi a Catania? Basta con gli sprechi, al sud sappiamo come amministrano. Noi siamo virtuosi e siamo sempre bastonati. Diamo cento e raccogliamo trenta. E' ora di finirla".

    Leghismo senza la Lega, Nord est senza San Marco. "La rivolta è nata per merito del vicesindaco di Crespano, sul Piave. In pochi giorni ci siamo organizzati e siamo venuti giù". "E' la rivolta del Piave, questa, ma adesso inizieremo a contattare gli altri colleghi, quelli lombardi e i piemontesi".

    Alle cinque del pomeriggio tutti hanno ripreso il treno e fatto ritorno a casa.
    (
    www.repubblica.it 2 ottobre 2008)
     
    23 September

    Così fanno in Israele

    Olmert era sotto indagine per, dicono i giornali, corruzione. In realtà in Israele il reato di finanziamento illecito e corruzione è lo stesso, quindi lui è accusato di avere preso dei soldi senza registrarli nei bilanci della sua campagna elettorale.
    E' stato accusato dopo essere diventato Premier di Israele in seguito all'ictus che ha colpito il precedente Premier Ariel Sharon. Non è stato ancora rinviato a giudizio, cioè non è stato ancora formalmente incriminato; è già stato interrogato tre volte e ogni volta si è precipitato dai magistrati.
    Alla fine ha deciso che in quella situazione non poteva più restare presidente del Consiglio dello Stato di Israele; ha annunciato le sue dimissioni e adesso, puntualmente, le ha date e verrà sostituito dal suo ministro donna Tzipi Livni.
    [...] Olmert [...]ha pensato bene che un Premier indagato se ne dovesse andare.
    E' andato in televisione, ha fatto un discorso, si è rivolto agli elettori del suo partito, ha detto: "Io sono innocente, intendo dimostrarlo davanti ai giudici, ma voglio dimostrarlo senza lo scudo del mio incarico pubblico, perchè potrebbe intimidire i giudici".
    Anzi ha concluso con queste parole: "Sono orgoglioso di avere guidato un Paese democratico nel quale la Polizia e la magistratura indagano liberamente sul capo del governo senza alcun condizionamento."

     

    Marco Travaglio, 22 settembre 2008, Passaparola su www.beppegrillo.it

    In Israele, se uno viene accusato dai giudici, pensa bene di andarsi a fare il processo: in modo tale da garantire la correttezza e la trasparenza delle istituzioni, e in modo tale da eliminare la coltre di sospetti e accuse che un processo non celebrato potrebbe creare... se volete poi parliamo del processo David Mills. Ma tanto già si sa che ognuno sul processo dice la propria, quindi forse sarebbe inutile...Intanto in Israle fanno così, e a me piace questo modo di fare, che non è nè di destra nè di sinistra: si chiama rispetto per le istituzioni; ed è una cosa, anche questa, nè di destra nè di sinistra...è una cosa chiamata democrazia...

     

    Olmert


     

    Sannino Gennaro

    職業
    居住地
    興趣
    Penso sia riduttivo scrivere note personali...
    Sono sempre alla ricerca...